La mindfulness non modifica il respiro per forza: nella maggior parte dei momenti lo osserva soltanto. Ci sono però momenti specifici in cui cambiare il ritmo del respiro aiuta a segnare un confine netto tra due attività, per esempio tra una giornata che finisce e il momento di rilassarti.
È una tecnica semplice: inspiri contando fino a 4, trattieni il respiro contando fino a 7, espiri lentamente contando fino a 8. È il rapporto tra i tre tempi, non il numero esatto di secondi, quello che conta: un'espirazione più lunga dell'inspirazione aiuta il corpo a rallentare.
Prova adesso, un ciclo alla volta.
In AETON puoi impostare questo ritmo nella sezione respirazione: il telefono vibra a ogni fase, così segui la tecnica anche a occhi chiusi, senza doverli riaprire per contare.
Non c'è un limite rigido, ma alcuni cicli quando ne senti il bisogno bastano: non serve esagerare.
È un buon punto di partenza. Se contare fino a 7 in apnea ti crea disagio, va bene anche un ritmo più breve: l'importante è che l'espirazione resti più lunga dell'inspirazione.
Entrambi: è utile sia come rito per segnare il passaggio verso il sonno, sia nel mezzo della giornata per interrompere una spirale di ansia o stress.